Comporre musica per Videogiochi. Diamo uno sguardo al settore del “Game Industry”

Cominciamo subito col dire che il settore in questione non sembra sentire in alcun modo i segnali della crisi, da circa 20 anni il mondo dei videogiochi è radicalmente cambiato diventando sempre più complesso e bisognoso di professionalità variegate.

I videogiochi possono tranquillamente essere definiti come opere multimediali interattive, ed anche in Italia molte aziende innovative si sono dedicate alla loro produzione.

Il mercato dell’intrattenimento elettronico a livello globale si avvicina a cifre da capogiro, si parla di oltre 91 miliardi di dollari.

L’Italia muove per il mercato dei Videogiochi qualcosa come 1 miliardo di euro, che porta il nostro paese al 9 posto del mondo e al terzo in Europa. Si pensi che su una popolazione complessiva Italiana di circa 61 milioni di abitanti si contano circa 21 milioni di giocatori (video-giocatori). Mettendo più a fuoco tale statistica andando ad analizzare la popolazione inferiore ai 50 anni, la percentuale di Videogiocatori sale al 60%

Vi proponiamo un paragrafo tratto dalla ricerca “Io sono Cultura 2015” dove si legge: “La grande popolarità del videogioco attraverso le nuove generazioni e la scoperta (o riscoperta) di esso da parte di un bacino d’utenza inedito hanno portato negli ultimi anni alla sua accettazione sociale, ma anche al consolidamento dell’immagine delle opere multimediali interattive come interessanti veicoli di significato. Tali importanti passaggi sono stati resi possibili da un lato dalla nascita di luoghi, progetti e programmi di preservazione e promozione del medium interattivo, dall’altra dal sempre maggiore interesse dimostrato verso di esso da parte di istituzioni educative, formative, culturali che, allargando i propri orizzonti all’intrattenimento elettronico stanno dimostrando sempre più di voler cercare nuove modalità di trasmissione del sapere. Tale ricerca sembra essere dettata dalla necessità di riscoprire il patrimonio attraverso l’estetica virtuale della modernità, avvicinando quindi le nuove generazioni .”